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PRUGNE SECCHE FOREVER

Le prugne secche e i loro prodotti derivati (succo di prugna e polvere di prugna secca), hanno diverse attività benefiche

È giusto ricordare che le prugne secche contengono significative quantità di sorbitolo, acido chinico, acido clorogenico, vitamina K1, boro, rame e potassio. Questi composti, in sinergia con altri che sono presenti nelle prugne secche in quantità meno evidente, mostrano benefici sulla salute specie quando il consumo di prugne secche è regolare. 

Per esempio, uno spuntino a base di prugne secche può aumentare la sazietà e ridurre la successiva assunzione di cibo, aiutando a controllare il peso, il diabete e le malattie cardiovascolari correlate, infatti, nonostante il loro sapore dolce, le prugne secche non aumentano di molto la glicemia postprandiale. Un effetto importante è quello della prevenzione della stipsi. 

Inoltre, i composti fenolici caratteristici delle prugne e i loro metaboliti possono anche agire come antibatterici, sia a livello gastrointestinale, sia per le vie urinarie. Sono stati anche dimostrati effetti benefici indiretti sul turnover osseo, supportati da numerosi studi di laboratorio su animali e colture cellulari. Ulteriori conferme sono necessarie per attribuire alle prugne secche il significato di cibo funzionale.

SPORT LA MATTINA PESO SOTTO CONTROLLO

L’ora in cui si pratica attività fisica sembra influenzare l’appetito, l’assunzione energetica e, indirettamente, anche ilpeso corporeo. 

Secondo alcuni ricercatori americani le ore migliori per praticare attività sportiva nell’intento di perdere peso sarebbero quelle del mattino. Gli studiosi hanno in proposito misurato con EEG, l'attività cerebrale di 35 volontarie messe di fronte a immagini di cibi o altro, dopo essersi o meno allenate al mattino. Metà del campione era costituito da donne normopeso, l'altra metà da donne obese.

Il primo giorno dell'esperimento le partecipanti hanno camminato a velocità sostenuta su un tapis roulant per 45 minuti, poi sono state sottoposte a un elettroencefalogramma per valutare l'attività neuronale in risposta alla visione di 240 fotografie, per metà di piatti con cibo e per metà immagini di fiori.

Una settimana dopo, nello stesso giorno e alla stessa ora, il test mediante l'EEG è stato ripetuto senza però la sessione di allenamento. In entrambe le occasioni le partecipanti hanno compilato dei questionari relativi ai cibi mangiati e all’attività fisica praticata. I risultati dell’EEG hanno sostanzialmente evidenziato che dopo essersi allenate al mattino le partecipanti hanno mostrato risposte cerebrali meno marcate di fronte al cibo e dai questionari è emerso che l'attività fisica al mattino aveva spinto tutte, obese e non, a muoversi di più nel resto della giornata.

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22617393


UN PASTO DI SOLA FRUTTA FAVORISCE IL DIMAGRIMENTO?

Chiaramente in condizioni particolari come il diabete, l'obesità, ecc. la regolazione dell'introito di frutta rientra nel riequilibrio nutrizionale totale. Un pasto a base di frutta fresca nella stagione calda, per esempio 1-2 volte alla settimana, come ad es. un’abbondante macedonia, non può che favorire il dimagrimento.

Ma per migliorare il pasto , rendendolo più completo e bilanciato, meglio aggiungere alla frutta, un vasetto di yogurt magro bianco (125 g) e due manciate di cereali croccanti, senza zucchero aggiunto ovviamente. Se non c'è alcun problema di salute questo comportamento ai fini del dimagrimento, 1 volta la settimana non può che giovare alla forma fisica e al benessere generale. Inoltre, se si sceglie per cena, anche la digestione e le funzioni intestinali, ne trarranno solo vantaggi.

Quanto all’aumento della massa grassa o all’innalzamento della glicemia, direi che non si corrono pericoli, a meno che non vi siano già problemi di sovrappeso importante e di iperglicemia, due condizioni che necessitano la consultazione del medico specializzato, per poter concordare un regime personalizzato. Qualche precauzione: la fruttadeve essere ben lavata e non troppo matura o acerba e lo yogurt non troppo freddo; per i cereali sceglierei dei semplici fiocchi di mais.

I vantaggi della frutta nel dimagrimento

La frutta contiene pochissimi grassi veri e propri. Solo alcuni frutti ne contengono molti di più. Per frutta non s’intende però succhi di fruttazuccherati, frutta secca come noci e nocciole, e frutta disidratatacome albicocche e fichi secchi o di frutta grassa come cocco e avocado. La frutta si digerisce molto velocemente: rimane infatti per circa mezz’ora nello stomaco, per poi passare nell’intestino, dove avviene l’assorbimento delle vitamine e degli altri nutrienti. Carboidrati, proteine e grassi hanno invece una digestione molto più lunga e complessa.

Per questo mangiare dopo il pasto frutta comporta invece alcune conseguenze negative nella dieta: 

la frutta fermenta nell’intestino: questa è la causa dei gonfiori e dei dolori (fa eccezione solo l’ananas e la mela perché contengono enzimi particolari che aiutano la digestione);

amidi e proteine non vengono digeriti bene, perché la fruttainterferisce nel loro processo digestivo;

le sostanze nutritive della frutta come le vitamine vengono assorbite poco o per niente se la frutta va incontro a fermentazione. Quindi si consiglia di mangiare la frutta lontano dai pasti e non, come d’abitudine, dopo primo, secondo, contorno e magari anche dopo un dolcetto.

Sicuramente la frutta a colazione o a merenda è un alimento perfetto perché è naturalmente dolce, sazia e non appesantisce. Oppure  un pasto di sola frutta,  quando nei giorni precedenti  si è mangiato tanto e si ha bisogno di rimanere leggeri, funziona come depurazione e pulizia dell’apparato digestivo e a beneficio anche del dimagrimento.

PIU' SI DORME MENO SI MANGIA

Tanto per cominciare in diversi studi si è visto che la durata del sonno (breve), la scarsa qualità e l’abitudine di andare a letto più tardi, sono associati a una maggiore assunzione di cibo e a una scarsa qualità della dieta, con la conseguenza di un aumento del peso corporeo. Il sonno insufficiente sembra, infatti, facilitare l'ingestione di calorie, specie se l’ambiente circostante, obesogenico, è ricco di cibo facilmente accessibile. La mancanza di sonno aumenta la frequenza degli spuntini, il numero di pasti consumati al giorno, e la preferenza per alimenti ricchi di energia. 

I meccanismi proposti sono: 

(1) più tempo di veglia significa maggiori possibilità di mangiare, 

(2) il disagio psicologico, 

(3) una maggiore sensibilità alla ricompensa alimentare (il cibo diventa conforto), 

(4) più tendenza a mangiare senza limiti,

(5) aumento dell'energia necessaria per sostenere la veglia prolungata, 

(6) oscillazioni degli ormoni dell'appetito. A livello globale, l'eccesso di assunzione di energia associata a non ottenere un adeguato sonno sembra essere preferenzialmente guidato da fattori edonistici piuttosto che da fattori omeostatici. 

Infine, va considerato il consumo di alcuni tipi di alimenti con triptofano o che promuovono la sintesi della serotonina e della melatonina possono aiutare a promuovere il sonno. Gli autori concludono suggerendo che lo studio delle abitudini del sonno è sempre da considerare nei soggetti obesi ponendolo sullo stesso piano dell’esercizio fisico e di altri aspetti dello stile di vita.